Haile Selassie, Uomo di
Pace
Articolo
tratto da: The Ghanaian Times, lunedì 24 maggio 1972
L'Imperatore Haile
Sellassie d'Etiopia ha celebrato ieri il suo ottantesimo compleanno,
con messaggi di auguri da uomini di Stato di tutto il mondo.
Il Ghanaian Times si
unisce ai suoi numerosi sostenitori nel rendere tributo a questa
figura internazionale che tanto ha fatto per l'Africa e tuttora
incessantemente lavora per l'avanzamento del continente.
Il Leone di Judah, che fu
intronizzato come Re dei Re nel 1930, guarda ora al passato con
fierezza nel momento in cui il suo storico Paese cresce di forza in
forza.
Ma non ha raggiunto il
successo su un letto di rose: con perseveranza ha dovuto superare
problemi incalcolabili, e con tenacia di propositi mobilitò il
proprio popolo allor quando si trovava in esilio per sgominare i
fascisti italiani che, dopo aver perpetrato atrocità senza
precedenti, invasero l'Etiopia con la connivenza delle potenze
europee.
Dopo il suo trionfale
ritorno in Etiopia nel 1941, il Re dei Re, in virtù della propria
leadership saggia e matura costruì il Paese da capo.
I notevoli passi in
avanti che l'Etiopia ha compiuto ad oggi nei campi politico, sociale
ed economico, costituiscono una testimonianza delle sue grandi opere.
RICCA ESPERIENZA
Quale padre fondatore
dell'Organizzazione per l'Unità Africana (OUA) nel 1963, il Leone di
Judah è stato una delle forze motrici alla base della stessa. Il suo
grande consiglio e la sua ricca esperienza hanno sempre intiepidito
gli umori e aiutato a risolvere molti problemi intricati.
La sua offerta della
African Unity Hall come quartier generale dell'OUA è un'altra
testimonianza della sua fede nell'unità del continente.
Quale anziano statista,
Sua Maestà Imperiale è stato estremamente attivo in vari arbitrati
tenuti per riconciliare capi e Stati africani in conflitto.
Egli è un inflessibile
oppositore dell'apartheid, e sempre pronto a schierare il proprio
Paese a favore di qualsiasi movimento concordato in unità
dall'organismo politico africano.
Un reale apostolo della
pace, l'Imperatore ha sempre mantenuto la convinzione secondo cui
dove vi sia buona volontà, le dispute internazionali possono essere
appianate amichevolmente. Così l'Imperatore non ha esitato, nelle
questioni mondiali, ad offrire i propri sinceri punti di vista: tutto
nell'interesse della pace.
RECIPROCA COMPRENSIONE
Ma il suo lavoro non si è
unicamente limitato al continente africano. Il suo ruolo d'influenza
presso le conferenze non-allineate è ben conosciuto.
È interessante osservare
com'Egli continui a proclamare con fermezza che la politica della
mutua comprensione tra le nazioni (siano queste africane o meno),
senza interferenza nelle questioni altrui, dovrebbe costituire la
pietra angolare delle buone relazioni tra tutti gli Stati del globo.
L'Africa detiene,
pertanto, un incalcolabile debito di gratitudine nei confronti di
questo anziano statista del nostro tempo. Ci auguriamo altresì che
nel corso del suo regno i legami e l'amicizia esistenti tra i Paesi
africani possano essere ulteriormente cementati.
Possa la Provvidenza
concedergli ulteriore forza vitale al servizio dell'Africa e
dell'umanità !
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