Il 5 maggio è la Festività Universale della Vittoria del Bene sul Male, il giorno in cui, nel 1941, il Re Messia QADAMAWI HAILE SELLASSIE fece visibilmente ritorno sul Suo legittimo Trono Davidico d'Israele e d'Etiopia ponendo fine al diabolico attacco delle forze nazi-fasciste che tentarono di invadere il Sacro Regno, in accordo a quanto profetizzato dalle Sacre Scritture in merito al dragone (Rivelazione di Giovanni 12) o l'aquila romana (Rivelazione di Ezra 12, 31-34) che cospirando con le nazioni della terra (cfr. Salmo di Davide 2) avrebbero fatto guerra al Messia e Agnello, il quale avrebbe infine prevalso (Rivelazione di Giovanni 17, 14) poiché è Re dei Re e Signore dei Signori (Rivelazione di Giovanni 17, 14; 19, 15-16).
In questo giorno il male fu sconfitto e il Messia che da Agnello aveva sconfitto la morte morendo, ora da Leone ha sconfitto e per sempre distrutto la guerra guerreggiando e destituito la schiavitù e l'oppressione inaugurando la Nuova Etiopia della libertà di coscienza e la Nuova Era di democrazia universale e uguaglianza, il tempo in cui la giustizia deve ricoprire la terra come l'acqua ricopre il fondo dei mari. Sono questi i fondamenti del Tempo Messianico che Rastafari testimonia, annuncia, incorpora, esperisce.
Per tali stesse ragioni il Re Messia che da Agnello aveva perdonato i propri crocifissori, emise in quello stesso giorno il proprio Proclama di Misericordia in cui ordinava a tutti gli Etiopi di non ripagare il male con il male, di perdonare e accogliere tutti i fascisti rimasti in Etiopia e di non torcer loro un capello al fine di guidarli sul cammino della Redenzione; con ciò Egli ci mostrò l'esempio supremo del Perdono e di fatto molti di quegli Italiani partiti come fascisti, facendo esperienza dell'Etiopia governata da Sua Maestà, giunsero a sentirsi membra del Suo Regno e pienamente Etiopi, al pari di come noi da Suoi nemici siamo divenuti sgabello dei Suoi piedi (Salmo di Davide 110, 1).
Bene al di sopra del male, Vita al di sopra della morte, Pace al di sopra della guerra e Giustizia al di sopra dell'oppressione. QADAMAWI HAILE SELLASSIE vive e regna
Sapevi che:
- L’Etiopia fu il primo Stato a combattere e vincere il fascismo; le nazioni della terra, che erano rimaste inerti al cospetto dell’invasione fascista dell’Etiopia, ignorandone le possibili conseguenze e di fatto favorendola, pagarono il debito di questo atteggiamento con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, trovandosi cioè esse stesse attanagliate nella morsa del nazi-fascismo. Per contro, liberandosi dal nazi-fascismo il 5 maggio 1941, e dunque ben quattro anni prima della fine del conflitto globale, l’Etiopia visse un tempo di pace proprio mentre quelle nazioni ne combattevano le fasi più cruente ed infuocate, e fu perciò il primo Stato ad instaurare il nuovo ordine morale, sociale e politico affermatosi nella storia e nella coscienza dell’umanità a seguito della terribile esperienza nazi-fascista. In tal senso, incarnando collettivamente un ruolo che il Cristo aveva incarnato individualmente, l’Etiopia fu la “primogenita tra i morti”, ma anche la “primogenita tra i risorti”.
- Per queste ed altre ragioni, come sostengono alcuni studiosi etiopi, come riconosciuto dall’UNESCO, ma soprattutto secondo quanto prima ancora affermato dal Re dei Re Qadamawi Haile Sellassie, è l’invasione italiana dell’Etiopia a doversi considerare il vero inizio della Seconda Guerra Mondiale, e non l’invasione tedesca della Polonia, come vorrebbe la storiografia ufficiale arroccata su categorie palesemente euro-centriche.
- Contrariamente a quanto affermato dalla propaganda fascista, il governo italiano non ottenne mai pieno controllo del territorio etiopico, non riuscendo infatti ad arrestare la lotta di resistenza che si protrasse incontenibilmente per tutto il periodo della tentata occupazione. In effetti, quella italiana non può considerarsi un’invasione, ma un tentativo di invasione. Con forza d’animo e fede nell’Altissimo, gli Etiopi resistettero per cinque anni senza mai abbandonare la propria terra in mano al nemico, nonostante quest’ultimo disponesse di strumenti bellici enormemente più avanzati, e facesse uso di armi e tecniche illegali rispetto alle convenzioni internazionali. Ad ogni modo, indebolendo il fascismo con logorante tenacia, il popolo Etiope contribuì in maniera decisiva alla sua finale disfatta, e partecipò pertanto come protagonista di primo piano alla liberazione ed alla rinascita anti-fascista del mondo, dunque anche dell’Italia stessa.
- Sebbene la tentata occupazione fascista provocò quasi un milione di vittime Etiopi, tra le quali un gran numero di civili, donne e bambini, il Re dei Re Qadamawi Haile Sellassie, nel giorno della Liberazione, ordinò al popolo Etiope di non ripagare il male con il male, e pertanto da parte etiopica non vi furono atti di ritorsione contro gli Italiani. Addirittura, molti Italiani rimasero nella Nuova Etiopia in quanto ospiti e cittadini, contribuendo con il loro lavoro al benessere della nazione; giunti in Etiopia da fascisti, esperirono un percorso di ravvedimento e di redenzione che li portò a considerarsi pienamente Etiopi, come può evincersi dalle documentazioni da essi stessi prodotte sino agli anni ’70.
- Nonostante il comportamento esemplarmente democratico del Re dei Re e dell’Etiopia, ed il suo contributo alla disfatta fascista, lo Stato italiano anti-fascista non ha mai sino ad oggi rilasciato alcun pronunciamento ufficiale contro l’operato italiano in Etiopia; al contrario, i dirigenti della nuova Italia anti-fascista continuarono per decenni a rivendicare diritti, nelle sedi internazionali, sulle ex-colonie fasciste occupanti porzioni del territorio etiopico. Anche per questo il governo italiano continuò per decenni ad ostacolare la visita in Italia del Re dei Re. Ciò nondimeno, quando questa finalmente ebbe luogo, il Re affermò di giungere in Italia “non per presentare dei conti, ma per chiuderli”, e ricevette una gioiosa ed incontenibile accoglienza dal popolo.
- Nonostante il comportamento esemplarmente e realmente Cristiano del Re dei Re e dell’Etiopia, lo Stato Vaticano non ha mai sino ad oggi rilasciato alcun pronunciamento ufficiale contro il proprio pesante ed anti-cristiano coinvolgimento nell’invasione fascista, ed ha piuttosto ignorato o (mal)celato le medesime vicende. A quanto pare, nella concezione vaticana lo sterminio di 1 milione di esseri umani in Etiopia ha meno valore dei molti eccidi per i quali sono state invece espresse scuse formali.
wo sibhat le Amlak-e abewine
HAILE SELASSIE I LIVETH AND REIGNETH ABOVE ALL THINGS, GIVE THANKS UNTO HIM CONTINUALLY..LET THE BLESSING FLOWS, RASTAFARI !!!
Scritto da: DAN I | 05/05/2011 a 11:21 p.
soldiers of Jah! bless and love to my sistren and brethen into the world. Sistali
Scritto da: SistaLi | 11/05/2011 a 12:33 p.