In Etiopia la data del 19 febbraio viene ricordata come “Ye-Semaetat Qen”, il Giorno dei Martiri, in riferimento ad una serie di eccidi e sanguinosi eventi perpetrati in sua corrispondenza nel 1937 dalle autorità fasciste, durante la tentata occupazione del Paese; in tal senso la Commemorazione fu istituita sin dall'epoca stessa di Sua Maestà il Re dei Re Qadamawi Haile Sellassie.
La Federazione delle Assemblee Rastafari in Italia, e l'Associazione Exodus – Ethiopian Cultural Service prima di essa, da anni portano avanti la memoria di questo Giorno dal significato cruciale per la vita dell'umanità intera, ma completamente ignorato dall'opinione pubblica. Ad esso si collegano inoltre, in maniera inestricabile, due tematiche rispetto alle quali intendiamo sollecitare una riflessione generale, e cioé: 1) il riconoscimento dell'invasione italiana a danno dell'Etiopia come la vera data d'inizio della Seconda Guerra Mondiale, dunque dell'Etiopia come la prima vittima della piaga nazi-fascista e del suo Re dei Re Qadamawi Haile Sellassie come il primo ad averne presentato visione alla coscienza collettiva dell'umanità già anni prima che questa ne acquisisse una qualche pur minima consapevolezza; 2) l'inestimabile contributo reso dal popolo etiopico e dal suo Sovrano alla liberazione della terra dal terribile disastro incombente e alla conseguente redenzione della specie umana da un precedente stato di decadimento, culminata nell'istituzione di un ordine morale fondato sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e pertanto sul ripudio morale del colonialismo, che ancora attorno a quegli anni veniva presentato come una forma di governo legittima dalle cosiddette potenze “democratiche”.
In relazione a tali questioni, è quanto mai utile citare le parole rilasciate l'anno scorso in questa ricorrenza dal nostro Presidente:
“A tutti coloro che amano la giustizia e odiano l’iniquità.
Il Giorno dei Martiri, ricorrenza inserita nel nostro calendario il 19 febbraio, rappresenta il ricordo della feroce aggressione dell’Italia fascista contro l’innocente popolazione dell’Etiopia, le sue Autorità e le sue Istituzioni. L’invasione, cominciata il 3 ottobre 1935, perpetrata con spietati atti di crudeltà e di violenza, compreso l’uso di gas venefici, ha comunque incontrato un’indomita resistenza da parte dei patrioti Etiopi che hanno lottato con ogni mezzo ed immensi sacrifici, ed in perfetta solitudine per quattro lunghi anni, fino all’espansione del conflitto mondiale in Europa e la dichiarazione di guerra delle Forze Alleate contro le forze dell’Asse. La data del 19 febbraio è particolarmente riferita ad uno degli episodi più crudeli compiuti dagli invasori fascisti; in seguito ad un attentato compiuto dai patrioti etiopi, con lancio di bombe a mano, contro il viceré Rodolfo Graziani ed altri gerarchi che con lui assistevano ad una cerimonia, furono massacrati per rappresaglia circa 30.000 cittadini Etiopi nei tre giorni successivi all’attentato, nella sola capitale Addis Abeba e dintorni. Paragonando il drammatico evento con i fatti di via Rasella e l’eccidio delle Fosse Ardeatine, dove il rapporto fra le vittime dell’attentato e quelle della rappresaglia era di 1 a 10, in quel caso il rapporto fu di 1 a 300.
Anche quest’anno ricorderemo e celebreremo i nostri Proto-martiri e i nostri Combattenti per la libertà (Arbegnuoch) e non mancheremo di evocare come anche il loro sacrificio abbia contribuito alla causa della giustizia, alla liberazione di tutti i popoli oppressi ed aggrediti dalle stesse diaboliche forze nazi-fasciste ed alla successiva affermazione dei diritti per l’intera umanità.
Ricordiamo a voi tutti come, sebbene conquistammo per primi la nostra vittoria contro il fascismo, continuammo a combattere al fianco delle Forze Alleate fino alla definitiva sconfitta delle forze del male il 2 settembre 1945. La nostra lotta è durata ben 10 anni.
Nella ferma convinzione che le abominazioni commesse dalle forze diaboliche in quella recente fase storica non debbano esser ricordate solo parzialmente e che la memoria collettiva non debba essere privata di onorare il martirio dei nostri protomartiri Africani, vi invitiamo a partecipare pubblicando e diffondendo questo comunicato. Che non sia questo nostro giorno di preghiera e di memoria il giorno della vostra “dimenticanza” come è avvenuto in passato”.
Ras Tafari bredren
Is there any chance of an English translation of this? I pray that I will see the I this year in Italia.
Jah bless
Scritto da: Sista Mary Dread | 19/02/2011 a 12:03 p.
Respect!
Scritto da: giovannibattistabra | 26/02/2011 a 10:55 p.