Il nostro fratello Solo Banton, che è un artista Rastafari per bene, ha scritto un pezzo intitolato come questo post (qui il video) per mettere in evidenza la goffagine e la vacuità di quei personaggi che, intrufolandosi nell'ambito musicale del reggae e non solo, si presentano al pubblico secondo un'immagine ambigua e ambivalente che vorrebbe conciliare l'inconciliabile: da un lato presentandosi nel nome di RasTafari e dall'altro promuovendo atteggiamenti volgari, violenti, presuntuosi e contro ogni valore biblico tendenti alla mera auto-esaltazione ed ego-glorificazione.
Ovviamente però, come l'uomo non dovrebbe dividere quel che l'Altissimo ha unito (Matteo 19, 6), allo stesso modo anche quel che va tenuto separato non dovrebbe essere mescolato. Questa regola, già fondamentale all'intera Torah del Sinai, viene così elaborata dagli Apostoli nel Nuovo Testamento: “Quale intesa tra Cristo e Beliar? (…) Quale accordo tra il Tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il Tempio del Dio Vivente” (II Corinzi 6, 15-16); e ancora: "E' dalla stessa bocca che esce benedizione e maledizione. Non dev'essere così, fratelli miei ! Forse la sorgente può far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara?" (Giacomo 3, 10-11).
Sin da principio Rastafari ha affermato il concetto di Livity, cui già accennavo nel post precedente come “un'esperienza che sacralizza il vissuto” entro “un proposito esistenziale coerente”. L'idea che si possa “credere senza praticare”, tipicamente addotta nella nostra società come scusante per un approccio superficiale e disinteressato alla vita spirituale, non rientra neanche marginalmente nella nostra prospettiva ed è invece stata introdotta nel campo religioso dal maligno e dai suoi servitori pseudo-profetici, che hanno perseguito una politica di de-sacralizzazione dell'esistenza e delle sostanze degli esseri umani al fine di poterle controllare; in altri termini, introducendo la bestialità secondo cui le realtà spirituali siano, invece che realtà, astratti concetti, si può relegarle ad un piano ideale e perciò ineffettivo, lasciando così l'agire concreto al dominio delle peggiori pulsioni e intenzioni. Sfortunatamente per costoro, il Messia ha fatto della terra intera il proprio governo liberandoci dalle catene delle filosofie che volevano neutralizzare il nostro Sé divino e la sua benefica attuazione e fiorente espressione.
Per questo, i personaggi come i vari Babaman e Alborosie non ci rappresentano affatto, ma soprattutto non rappresentano in alcun modo il Re dei Re, che pure si azzardano a nominare nel tempo libero tra un'oscenità e una stupidaggine autoreferenziale. Basti pensare a molte delle tante denominazioni cristiane esistenti al mondo per capire che si è già sentito dire di persone che parlavano in nome di Cristo senza in alcun modo rappresentarlo. Il Vangelo di Matteo pone la questione nei termini seguenti:
Perché mi chiamate Signore, Signore, e non fate quel che dico? Chiunque viene a me ed ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi somiglia. Somiglia ad un uomo il quale, edificando una casa, ha scavato e scavato profondo, ed ha posto il fondamento sulla roccia; e venuta una piena, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto scrollarla per che era stata edificata bene. Ma chi ha udito e non ha messo in pratica, somiglia ad un uomo che ha edificato una casa sulla terra, senza fondamento; la fiumana l’ha investita, e subito è crollata; e la rovina di quella casa è stata grande” (Vangelo di Luca 6, 46-49)
Certamente non fanno quel che Egli ha detto quanti si costruiscono un'immagine artistica fondata sulla quasi-venerazione della propria persona, associando il Santo Nome della Maestà ad allusioni clownesche ed evocazioni para-mafiose; quanti per fare la parte degli sbruffoni sfruttano la sacra immagine del corpo femminile che Rastafari ha sempre difeso come icona regale, peggio ancora quando ciò si verifica per mezzo di donne Nere reiterando un vecchio stereotipo coloniale degno delle cartoline di epoca fascista e del più rivoltante turismo sessuale, attitudini contro le quali proprio la nostra Fede è insorta proclamando l'immagine della Donna Nera come Madre della Creazione (e cristologicamente parlando, persino del Creatore !).
Per chi invece sia interessato a musica fatta con dedizione, umiltà e preghiera, proprio in questi giorni è uscito il nuovo album della Imperial Sound Army di Ras Dan I, un soldato della Fede, padre devoto ed uno dei rappresentanti eletti della comunità Rastafari in Italia:
BELLA FRATELLO! quoto e approvo quello che dici! anche se il discorso è molto + lungo e molto + complesso!!e sono convinta che solo JAH conosce qual'è la verità e solo Jah sà se un lavoro è Jahwork's o semplice business...
irie fratello and bless up
Scritto da: rita sisterkaya | 13/01/2011 a 04:50 p.
il discorso invece è molto semplice e le scritture lo esplicano ancora più chiaramente e semplicemente......Il tempo in cui la zizzania verrà separata dal grano è vicino.
Scritto da: Ras Dario | 16/01/2011 a 12:11 p.
Solo Banton fa bene a prendersela con i sedicenti rasta che hanno molto seguito nei giovanissimi perchè questi artisti, come dice nell'intervista che vi allego e che vi invito a sentire, - www.jahlion.org/interview.zip - vendono banane invece di mele. Uno che non conosce nulla sulla dottrina rasta e che si trova ad un concerto di un sedicente rasta "ragga gangsta bwoy" (per intenderci) magari si è fatto un idea e pensa di trovare un certo messaggio, magari simile a quello di Bob Marley. Ci va con una propensione curiosa e recettiva. Invece quando se ne torna a casa pensa che sia tutta una buffonata e che i messaggi che trasmettono i rasta sono sbagliati e terribili. Voleva acquistare mele invece si è trovato con una banana. E' una specie di truffa. Allora la questione è una sola. Uno può fregarsene "perchè tanto l'importante è che io conosco come stanno le cose e che me ne frega degli altri"? Oppure uno cerca di cantare le cose come stanno come fa Solo cercando di difendere e promuovere la vera essenza rasta contro la cattiva pubblicità. Questo perchè la counteraction deve arrivare anche a coloro che hanno capito qualcosa di sbagliato. Nell'intervista lo spiega molto bene ed io sono pienamente d'accordo con lui. La considerazione che ha fatto Re Iyared secondo me parte da un punto di vista troppo miope. E' giusto che un vero rasta si senta toccato negativamente dall'influenza sulla gente di artisti simili perchè dai contatti che ho avuto nel corso degli anni con grandi rasta come jah shaka, aba shanti, prince alla, max romeo, mikey dread, sugar minott, leonard dillon, everton blender e moltissimi altri ho capito che il vero rasta sta nella gente, si apre agli altri senza preconcetti e vuole che l'amore sia unico veicolo di valori autentici e che esso possa fluire correttamente tra le persone senza mai dover scambiare mele per banane. Bisogna capire che spesso l'ingoranza e la differenza che inevitabilmente si crea tra chi non ha mai letto la Bibbia e chi ha studiato e conosce le sacre scritture, non deve essere fonte di distacco. La presa di coscienza ha tempi diversi per ognuno. Bisognerebbe ampliare il messaggio invece di rinchiuderlo in recinti.Teach to every youth the truth! Ben vengano artisti come Solo Banton!
Scritto da: Luca | 27/01/2011 a 01:06 p.